«Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:"Non c'è altro da vedere",sapeva che non era vero.Bisogna vedere quel che non si è visto,vedere di nuovo quel che si è già visto,vedere in primavera quel che si è visto in estate,vedere di
giorno quel che si è visto di notte,con il sole dove la prima volta
pioveva,vedere le messi verdi,il frutto maturo,la pietra che ha
cambiato posto,l'ombra che non c'era.Bisogna ritornare sui passi già
dati,per ripeterli,e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.Bisogna
ricominciare il viaggio.Sempre.»
(Josè Saramago)

mercoledì 1 giugno 2011

Riconoscersi nella comune umanità.

Lentamente muore chi crede nelle bombe intelligenti,
nel cinismo necessario,
lentamente muore chi comincia una guerra perché ce lo chiedono gli amici,
chi in fretta tiene a precisare, a giustificare: è una risoluzione Nato.

Muore lentamente chi strumentalizza le tragedie,
chi considera politicamente rosse le vittime della strage di Portella delle Ginestre
come se contasse di più riconoscerle come parte di una fazione politica
piuttosto che riconoscerle nella loro umanità.
Serafino Lascari (15 anni) Giuseppe Di Maggio (13 anni) Giovanni Grifò (12 anni)
Vincenza La Fata (8 anni) non avevano ancora l’età per votare.

Lentamente muore chi non si informa,
chi cambia opinione frequentemente,
chi non la cambia mai.

Lentamente muore chi cambia per adeguarsi al mondo,
invece di fare lo sforzo di essere protagonista della propria vita.

Muore lentamente chi vive velocemente,
chi non si ferma,
chi non ha tempo per gli altri.

Muore lentamente chi investe sul nucleare,
chi considera le pale eoliche antiestetiche
chi dà per scontato che l’albero dia frutti.

Lentamente muore chi tiene a bada i flussi migratori
Ma non la sua lingua
Infiammando la sua mente di intolleranza
chi considera le persone pacchi da rispedire al mittente.

Muore lentamente qualsiasi donna che subisce messaggi di odio, minacce, molestie, persecuzioni, diffamazioni, pensando di meritarsele, pensando di non poter far nulla.
La minaccia più grande per un uomo che vuole continuare a compiere violenze nell’impunità e senza interferenze è un’altra donna che dichiara sorellanza nei confronti della vittima.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità“.

Ode alla vita, di Martha Medei(Ros)
Resta questo desiderio di sentirsi uguale a tutti. Di riflettersi in sguardi. Resta questa incoercibile facoltà di sognare di trasformare la realtà, quest'ampia visione: la comune umanità.

Restiamo Umani. (Vittorio Arrigoni.)

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