«Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:"Non c'è altro da vedere",sapeva che non era vero.Bisogna vedere quel che non si è visto,vedere di nuovo quel che si è già visto,vedere in primavera quel che si è visto in estate,vedere di
giorno quel che si è visto di notte,con il sole dove la prima volta
pioveva,vedere le messi verdi,il frutto maturo,la pietra che ha
cambiato posto,l'ombra che non c'era.Bisogna ritornare sui passi già
dati,per ripeterli,e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.Bisogna
ricominciare il viaggio.Sempre.»
(Josè Saramago)

martedì 17 maggio 2011

Io e il computer

Più passano i giorni dal 19 marzo 1998, data della mia “discesa in campo informatico”, e più “odio” il computer, perchè la realtà vera è cosa ben diversa dalla realtà virtuale!
E poi, per me il pc è ormai un obbligo e quasi non più un mezzo di comunicazione, anche piacevole.
Oggi infatti vado al computer per due motivi principali: poichè esso mi permette una notevole autonomia rispetto ai miei, che così possono riposarsi –mamma soprattutto-, tanto è vero che spesso sto solo col pc;
e perchè solo al computer sembrano esistere i miei amici Radicali.
In definitiva, quindi, andare al pc è per lo scrivente ormai un obbligo e nhttp://www.blogger.com/img/blank.gifon più un piacere: di conseguenza, ogni mattina mi ci faccio mettere a malincuore, e non vedo l’ora di cenare e andare a letto.
Si, come scrive Ugo Foscolo all’inizio di una sua poesia:
“Forse perchè della fatal quiete tu sei l’imago, a me sì cara vieni, o sera!”
.
Eppure al computer devo molto ma molto, come potete leggere di seguito nella mia relazione alla recentissima 4^ Conferenza italiana sulla CAA di ISAAC Italy.
E questo è il motivo per cui ogni sera spero di addormentarmi senza svegliarmi per niente la mattina dopo, poichè non voglio più dipendere ed essere riconoscente ad un pc, perchè il computer, la sua virtualità, non è affatto la realtà!

Continua sul blog di Severino Mingroni.

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