E poi, per me il pc è ormai un obbligo e quasi non più un mezzo di comunicazione, anche piacevole.
Oggi infatti vado al computer per due motivi principali: poichè esso mi permette una notevole autonomia rispetto ai miei, che così possono riposarsi –mamma soprattutto-, tanto è vero che spesso sto solo col pc;
e perchè solo al computer sembrano esistere i miei amici Radicali.
In definitiva, quindi, andare al pc è per lo scrivente ormai un obbligo e nhttp://www.blogger.com/img/blank.gifon più un piacere: di conseguenza, ogni mattina mi ci faccio mettere a malincuore, e non vedo l’ora di cenare e andare a letto.
Si, come scrive Ugo Foscolo all’inizio di una sua poesia:
“Forse perchè della fatal quiete tu sei l’imago, a me sì cara vieni, o sera!”.
Eppure al computer devo molto ma molto, come potete leggere di seguito nella mia relazione alla recentissima 4^ Conferenza italiana sulla CAA di ISAAC Italy.
E questo è il motivo per cui ogni sera spero di addormentarmi senza svegliarmi per niente la mattina dopo, poichè non voglio più dipendere ed essere riconoscente ad un pc, perchè il computer, la sua virtualità, non è affatto la realtà!
Continua sul blog di Severino Mingroni.
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